COSMOGENESI – 2

EVOLUZIONE COSMICA II – COSMOGENESI

Come detto in precedenza, la Cosmogenesi della Dottrina Segreta di H. P. Bavatsky, si sviluppa sullo studio delle Sette Stanze (capitoli) del “Libro di Dzyan”.

Lo scopo di pubblicare un post dedicato alla Stanza I, non è certo quello di aggiungere note di studi comparati, o la presunzione di esternare nuove teorie o dissertazioni in merito, l’opera di Madame Blavatsky è talmente vasta e articolata che c’è materiale su cui riflettere per vite e vite.
Quindi, l’intenzione è quella di invitarti ad affrontare insieme una narrazione arcaica, oscura, confusa, quasi incomprensibile. Quello che propongo è una sfida a noi stessi, con il proposito di superare le resistenze che per natura ci spingono sempre verso la via più facile, ma anche meno fertile, facendo uno sforzo oltre l’intelletto nel tentativo di tradurre in luce certe frasi che solo in apparenza sembrano prive di significato, per trovare e condividere una chiave d’interpretazione personale.
Leggo e rileggo gli sloka della Stanza, cerco tra le pagine del volume una frase, una parola, che possa riportare a livello del pensiero umano un’immagine di ciò che viene enunciato e avere un’idea più chiara.
E’ nel proemio che trovo alcune affermazioni di Helena Petrovna Balavtsky che forse possono aiutare:
1) L’ASSOLUTEZZA: il Parabrahman dei vedantini o la Realtà Unica, SAT, che è, come dice Hegel, tanto l’Essere Assoluto quanto il Non-Essere.
2) Il Primo Logos: il Logos impersonale, e, in filosofia, l’Immanifestato, il precursore del Manifestato. Questo è la “Causa Prima”, “l’Inconscio” dei panteisti europei.
3) Il Secondo Logos: Spirito-Materia, Vita; “lo Spirito dell’Universo,” Purusha e Prakriti.
4) Il Terzo Logos: l’Ideazione Cosmica, Mahat o Intelligenza, l’Anima Universale del Mondo; il Noumeno Cosmico della Materia, la base delle operazioni intelligenti nella e della Natura, chiamato anche Mahâ-Buddhi.
La REALTÀ UNA; il suo aspetto duplice nell’Universo condizionato.
E ancora:
“L’Eternità dell’Universo in toto come un piano illimitato, che periodicamente è “il campo di innumerevoli Universi che si manifestano e spariscono incessantemente”, chiamati le “Stelle che si manifestano” e le “Scintille dell’Eternità”.
Di seguito un poetico aforisma dice:
“L’Eternità del Pellegrino è come il battere di ciglia dell’occhio dell’Auto-Esistenza”, come la esprime il Libro di Dzyan. “L’apparizione e la sparizione dei Mondi è simile al flusso ed al riflusso regolare della marea”.
Dunque il Ciclo dell’Incarnazione o Ciclo della Necessità della Monade “Il Pellegrino”.
Una riflessione per capire come tutto sia simbolico, appartenente a una sfera di astrazione insondabile con percezioni sensoriali fisiche e mentali. Quindi niente immagini o raffigurazioni per avvicinarsi a tutto ciò che non è, ma che è solo in potenza. Riconquistare lo stato dei “Figli di Dio”, oltre la mente concreta, quello stato perduto dai figli dell’uomo, che appartengono alla materia nella sua manifestazione, potrebbe essere una chiave d’ingresso.
Un labirinto!
To be continued
Ringrazio Helena Petrovna Blavatsky per avermi dato Luce e gli amici che in precedenza hanno posto domande interessandosi all’argomento.
Graziana Forzoni
COSMOGENESI – 2ultima modifica: 2014-02-27T18:07:40+01:00da kimeravision
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